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ID del percorso (Wikiloc ID): 840586

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202 m
161 m
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8
13
16,9 km
Visto: 2211 volte, scaricato: 2 volte
vicino  Vedano al Lambro, Lombardia (Italia)

19 km. in bicicletta visitando le cascine e le ville nel parco di Monza. Grazie simpatici amici di Lambrugo. Per visitarne dall'interno una o due in particolare contattatemi. 11 aprile 2010

6 commenti

  • Foto di franziscosecundo

    franziscosecundo 12-apr-2010

    1 1° tappa km. 0,460 Cascina del Forno: ristrutturata nel 1780 su un edificio preesistente. Chiamata anche Cascina Fornasetta, per la presenza di un antico forno, dopo essere stata sede per qualche tempo di un'azienda che allevava cavie oggi è stata destinata ad abitazioni. Strutturata su due piani e divisa in nove alloggi, questa cascina, la cui costruzione viene fatta risalire a 200 anni fa, occupa una superfice di 653 mq. Posta dietro la Villa Reale, è impossibile non riconoscerla se non altro per il classico colore giallo piermarini della facciata. Semplice nella sua struttura, la Cascina del Forno possiede un grande portale d'ingresso dalle vaghe reminiscenze cinquecentesche; sopra questo si inserisce un frontone triangolare in pietra grigia. Attraverso un ingresso sul retro, caratterizzato da due colonne in pietra fluviale e da un corridoio con un'arcata il cui soffitto conserva ancora le travature in legno. Gli infissi sono in legno grigio con una piccola nicchia colma tutto sesto sopra ad ogni finestra. Attualmente il forno, da cui ha preso il nome, non esiste più. http://www.comune.monza.mi.it/rd/la_tua_citta/3253_3996.htm 2° tappa km. 0,870 Cascina Frutteto: ricostruita verso il 1805 dall’architetto Canonica con una torretta neoclassica. Oggi sede della scuola di agraria del Parco di Monza. Stupenda nella sua struttura tipicamente lombarda, questa cascina conserva tuttora un fascino particolare sia per il buono stato di conservazione sia per l'inserimento che occupa nel Parco. È costruita su di un terreno agricolo di 68.340 MQ., circondata a sua volta da uno stupendo giardino di alberi da frutta da cui spicca il colore giallo delle mura di questa struttura. Probabilmente del Piermarini, la cascina Frutteto risale alla rima metà del XIX secolo (1805-1825) su progetto di Luigi Canonica.Attualmente ospita la Scuola Agraria, un ente morale istituito nel 1920 che svolge attività formative e di aggiornamento rivolte al settore agricolo oltre ad attività di sperimentazione agronomica ed educazione ambientale.Grazie all'impegno dell'Amministrazione e della Sovrintendenza ai Beni Culturali, la Cascina Frutteto conserva tutt'oggi una struttura esterna architettonicamente inalterata ed all'interno una buona confortevolezza moderna contrastata con gusto alla rusticità del luogo. La facciata si presenta ad ampi archi delimitati da colonne quadrate in materi ile fluviale. Questo stupendo porticato con pavimenti in cotto, collega tutta la casa con la parte rustica dei fienili e degli alveari. Le stalle conservano ancora stupendi soffitti a cupola. http://www.comune.monza.mi.it/rd/la_tua_citta/3253_3989.htm pilastri in ceppo rustico, tipico lombardo filari di alberi da frutto la scuola di agraria è fondata da Aurelia Josz morta ad Auschwitz-Birkenau nel ‘44 Giuseppe Piermarini nacque a Foligno nel 1734. Dopo una iniziale formazione architettonica nella sua città natale, fu allievo di Luigi Vanvitelli con il quale lavorò a Roma e a Napoli. Nel 1769 giunse a Milano con il maestro divenendo figura importantissima per l'architettura lombarda dell'epoca fino ad essere nominato nel 1779 Imperial Regio Architetto. Tra le opere più importanti da lui realizzate a Milano abbiamo il Palazzo Ducale che si ispira alle architetture vanvitelliane, mentre in Palazzo Greppi ha una sua più chiara e definita personalità che si esprime con la chiarezza delle linee ed essenzialità delle strutture. Tra il 1776 e il 1780 realizzò la Villa Relae di Monza che si può considerare uno dei suoi capolavori, ma la sua opera più famosa resta il Teatro alla Scala di Milano con una sobria e lineare facciata. Tra le altre opere a Milano, ricordiamo: Palazzo Belgioioso, Palazzo Casnedi, Palazzo Morigia, Palazzo Cusani, Palazzo del Monte di Pietà, Facciata del Palazzo dell'Arcivescovado, Teatro della Cannobbiana. Una volta perduti gli incarichi ufficiali a Milano Piermarini si ritirò nella sua città natale, Foligno dove morì nel 1808.

  • Foto di franziscosecundo

    franziscosecundo 12-apr-2010

    http://www.storiadellarte.com/biografie/piermarini/piermarini.htm Luigi Canonica (Capriasca, 9 marzo 1764 – Milano, 7 febbraio 1844) è stato un architetto e urbanista svizzero attivo prevalentemente a Milano e in Lombardia. Architetto nazionale della Repubblica Cisalpina, poi architetto reale durante il Regno d'Italia e autore, tra l'altro, del Foro Buonaparte e dell'Arena di Milano. Fu uno dei principali esponenti del movimento neoclassico italiano, insieme ai ‘romanì Valadier e Canina ed ai ‘lombardì Piermarini, Cagnola, Cantoni e Moraglia. Poco dopo l'incoronazione di Napoleone a Re d'Italia, il 26 maggio 1805 in Duomo, il 14 settembre, il nuovo viceré Eugenio emise un decreto imperiale per la costruzione, accanto alla Villa Reale di Monza ed agli esistenti giardini, di un immenso parco con lo scopo di farne una tenuta modello ed una riserva di caccia. Si trattava di una opera immensa, su una superficie via via cresciuta sino ad oltre otto chilometri quadrati, con un recinto lungo quattordici chilometri. I lavori vennero affidati proprio al Luigi Canonica, un po' perché ‘architetto di stato', un po' poiché già vi aveva realizzato, nel 1802 il teatrino di corte. Avviati nel 1806, essi vennero terminati già nel 1808. Canonica (assistito dall'ingegnere Tazzini e dal capogiardiniere Luigi Villoresi), estese l'area verde del complesso, sino ad oltre 700 ettari, incorporando ville settecentesche con i loro giardini (dei conti Durini e dei Gallarati Scotti), cascine, mulini, una vasta area boschiva e un ampio tratto del Lambro. All'interno vennero organizzate tenute agricole modello, approvvigionate d'acqua, destinate alla sperimentazione agricola e d'allevamento. Organizzando, però un vasto sistema di rettilinei (un asse principale Nord-Sud detto ‘viale Mirabello', più una rete di viali secondari a distribuire i percorsi in tutto il parco) che mettevano in comunicazione i punti principali, formando delle vedute prospettiche dette ‘cannocchiali', oltre ad una serie di gradevoli punti di vista. All'interno del parco, Canonica realizzò il Ponte delle Catene sul fiume Lambro, alcune cascine e risistemò le settecentesche ville il Mirabello e il Mirabellino, già dei conti Durini. http://it.wikipedia.org/wiki/Luigi_Canonica I sovrani ritrovi di Francesca Milazzo Aurelia Josz: Nata a Firenze nel 1869, da colta famiglia ebraica, fondatrice della prima scuola pratica agricola femminile (la Scuola Professionale Agraria Femminile). Rivolta esclusivamente alle donne, la scuola venne inaugurata nel 1901 nell'orfanotrofio della Stella a Milano (nel 1905 si trasferì in una sede autonoma a Niguarda). Si trattò di un'esperienza fortemente innovativa, sia perché non esistevano in Italia istituzioni scolastiche rivolte alla formazione professionale delle giovani donne delle campagne, sia perché improntata a principi pedagogici e didattici avanzati. Diplomatasi a Firenze in lettere italiane presso il Regio Istituto superiore di Magistero femminile, Aurelia fu molto influenzata dal clima cosmopolita della sua città che favoriva una mentalità progressista e aperta ai problemi della condizione femminile. A ventun anni si trasferì a Milano, per insegnare nella Scuola Normale "Gaetana Agnesi", dove nel 1906 divenne titolare della cattedra di storia e geografia che mantenne sino al 1920.Nel suo insegnamento sperimentò nuove metodologie didattiche allo scopo di accrescere l'interesse delle allieve per le sue materie, in particolar modo per la storia. Costruì, ad esempio, insieme alle ragazze, una sorta di museo geografico e antropogeografico, con cartoline e altri documenti e sostenne l'importanza di utilizzare il teatro come strumento per avvicinare alla conoscenza dei fatti storici e per rendere più immediata e pratica l'esperienza di studio. Tradusse le sue riflessioni didattiche e la sua pratica educativa in due manuali scolastici che riscossero un notevole successo: La storia di Roma ad uso delle scuole secondarie secondo i vigenti programmi (18

  • Foto di franziscosecundo

    franziscosecundo 12-apr-2010

    1894) e La storia d'Italia nel medioevo conforme ai programmi governativi delle scuole complementari e tecniche (1899).La scuola da lei fondata (presso la quale lavorò gratuitamente, come organizzatrice e direttrice, dal 1901 al 1931), si rifaceva per indirizzo di studi e per organizzazione didattica, ad esperienze straniere, su cui la Josz si era documentata direttamente. Si era infatti recata, con un contributo del Ministero dell'agricoltura e della Società Umanitaria di Milano, in Svizzera, Inghilterra, Francia e Belgio. Fu profondamente influenzata anche dall'incontro con il movimento emancipazionista, che a Milano aveva un centro nodale di riflessione e organizzazione ed era rivolto soprattutto ad attività sociali per il recupero e la formazione delle giovani delle classi meno abbienti. Ritroviamo questa influenza nella scuola da lei fondata tra i cui obiettivi vi era il recupero delle ragazze più sfortunate (anche per questo venne individuata la sede della scuola nell'orfanotrofio) e la formazione di donne in grado di introdurre, nel lavoro agricolo, una concezione moderna dell'agricoltura. La scuola era frequentata sia dalle interne dell'orfanotrofio sia dalle esterne e raccolse notevoli successi soprattutto nel campo dell'allevamento del baco da seta. La scuola, che inizialmente il fascismo aveva sostenuto, perché compatibile con il suo progetto di formazione per le "massaie rurali", venne dal regime progressivamente emarginata e chiusa nel 1930-1931, sia per ostilità nei confronti della Josz, sia per evitare una possibile concorrente delle scuole rurali istituite dal regime. Verrà riaperta nel 1933, affidata però ad una nuova direttrice vicina al regime. Dopo alterne vicende, la scuola venne trasferita nel 1957 nella Cascina Frutteto nel Parco di Monza, dove tuttora risiede. A partire dal 1931 la Josz si chiuse in un progressivo isolamento, lasciando l'insegnamento alla scuola normale e dedicandosi alla scrittura di due saggi: sul poeta Boiardo e sul filosofo Boezio, interpretati alla luce della sua vicenda personale. Dopo l'approvazione delle leggi razziali da parte del fascismo nel 1938, Aurelia Josz rifiuta di scappare all'estero. Alla morte del fratello Italo, avvenuta il 1 dicembre 1942, raggiunse ad Alassio la sorella Valeria; a quel punto la situazione in Italia per gli ebrei è degenerata al punto tale da rendere inevitabile l'espatrio. Aurelia ora però non può seguire la sorella, perché infortunata ad un braccio. Il 15 aprile 1944 venne arrestata e condotta nelle carceri di Marassi (Genova) e da lì deportata, prima al campo di concentramento di Fossoli, poi al campo di sterminio di Auschwitz-Birkenau, dove giunse, dopo un viaggio nei vagoni piombati, il 30 giugno 1944. Venne uccisa, durante le selezioni iniziali, il giorno dopo il suo arrivo. http://www.emscuola.org/dofras/temi/biografie.htm

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    franziscosecundo 12-apr-2010

    3° tappa km. 1,010 Cascina Bastia: progetto dell’arch. Luigi Canonica. 1805-25 Situata ai confini tra i Giardini della Villa Reale ed il Parco, Cascina Bastia si presenta con una lunga ala a destra del Viale Cavriga. E' probabile che un tempo fosse una scuderia. Di fronte c'è un'altra costruzione molto simile alla precedente nella sua forma longitudinale. Quest'ultima più nuova e da poco ristrutturata costruisce la parte abitata. I due edifici formano un cortile. Da un lato il cortile viene chiuso da un edificio con belle arcate rustiche e tetto spiovente, sede del noleggio di biciclette. Tutto il complesso ristrutturato tra il 1805 ed il 1825 su progetto dell'architetto Canonica, anche se in apparente disordine conserva ancora il fascino campestre di un rustico ancora dinamicamente operativo. E’ menzionata nel 1324 quale luogo di scontro tra guelfi e ghibellini: è possibile ritenere che il n ome derivi dal termine bastie fatte erigere da Giangaleazzo Visconti per cingere d’assedio Monza. E’ stata scuderia, deposito di formaggi, magazzino di bulbi e sementi e dormitorio dei giardinieri della scuola della Villa Reale. http://www.comune.monza.mi.it/rd/la_tua_citta/3253_3994.htm I sovrani ritrovi di Francesca Milazzo

  • Foto di franziscosecundo

    franziscosecundo 12-apr-2010

    4° tappa km. 1,200 Cascina Cavriga 1840 Edificata dal Tazzini, non dovrebbe essere stata vera e propria cascina ma dependance. Lungo il Viale Cavriga su una dolce altura sorge una struttura forse un tempo dependance di qualche altra villa e attualmente utilizzata come punto di ristoro. L'attuale Bar Cavriga intonacato da un caldo giallo piermarini, venne costruito intorno al 1840 e acquistato dai due comuni comproprietari nel 1937. Il lato principale dell'edificio è caratterizzato da un grande frontone triangolare sotto il quale si ergono a sostegno quattro colonne tonde, a lato delle quali altre quattro si presentano quadrate. Sopra il tetto esiste un grazioso terrazzo circondato dalla stessa balaustra che si nota sotto il colonnato. http://www.comune.monza.mi.it/rd/la_tua_citta/3253_4003.htm Il nome del viale su cui si affaccia la cascina potrebbe derivare da cavra ossia capra per indicare un particolare punto del Lambro in cui sostavano a pascolare le capre (ponte delle Cavrighe) I sovrani ritrovi di Francesca Milazzo Tazzini: Allievo del Canonica, gli si affianca come "Architetto sistente dei Cesarei Regi Fabbricati nel 1808, per sostituirlo temporaneamente nel 1814-15, dopo aver svolto nel1812 l'incarico di "lspettore delle Fabbriche del Reale Palazzo di Milano e uniti", e subentrargli definitivamente nel 1824. Ricopre la carica presso il Parco di Monza fino al 1859, in collaborazione con i direttori dei giardini Giambattista Rossi e Giuseppe Manetti. Negli anni monzesi si occupa prevalentemente della rielaborazione e della messa a punto del progetto del Canonica, attività di cui restano molti disegni databili a partire dal 1824. Al Tazzini si devono i progetti dei Mulini Asciutti (1833), della Cascina del Sole (1839), della Fagianaia Reale (1838), del Mulino del Cantone (1840), della Cascina Cemuschi (1847), della Bastia (1847), dell' ampliamento dei rustici del Mirabello, della Cascina Cavriga (1840), della Cattabrega e del Mulino San Giorgio. Il suo linguaggio recupera elementi neoclassici riletti nell'ottica dell'architettura rurale lombarda, con particolare cura nei confronti dell' aspetto funzionale del fabbricato e dell' accostamento di materiali anche poveri con funzioni decorative. Al Tazzini si devono anche progetti e disegni per serre, giochi ginnici e padiglioni da giardino di gusto orientaleggiante destinati agli svaghi della corte nel Parco. http://www.comune.monza.mi.it/rd/la_tua_citta/5049.htm

  • Foto di franziscosecundo

    franziscosecundo 12-apr-2010

    5° tappa km. 1,500 Cascina S. Fedele La cascina San Fedele venne eretta sulle spoglie di una antica chiesa in disuso, tra il 1805 ed il 1825. Collocata su di un dosso originariamente circondata da vigneti, questa cascina attualmente viene utilizzata, durante il periodo estivo, dal Comune di Monza per ospitare colonie estive ed altre attività ricreative. Dal punto di vista architettonico, si può notare la facciata cuspidata al centro, espediente che raccorda il tutto ad una curiosa torretta gotica che spunta dal tetto. L'edificio costruito con materiali di recupero derivanti dalla demolita chiesa di Santa Maria di Brera a Milano e rivestito di marmi chiari e scuri, colpisce oltre che per le sue finestre a bifora istoriate risalenti al XV secolo anche per particolarità dell'archivolta che contiene un medaglione in pietra e delle pregiatissime colonne tortili che suddividono la bifora.Da:http://www.comune.monza.mi.it/rd/la_tua_citta/3253_3991.htm -ex chiesa ospizio per viandanti nell’anno mille -luogo di fatto d’arme durante l’assedio di Monza (1324) in cui i monzesi tentano senza successo una sortita per razziare i viveri presenti in loco in abbondanza -fino alla fine ‘800 belle vigne degradanti lungo la collina da: I sovrani ritrovi di Francesca Milazzo

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Difficoltà tecnica:  skill Facile

Coordinate: 213

Uploaded: 12 aprile 2010

Recorded: aprile 2010

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